Giugno 17, 2008...3:57 pm

Quando Up era B@mbina

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Quando il bambino era bambino
non aveva opinioni su nulla,
non aveva abitudini,
sedeva spesso con le gambe incrociate,
e di colpo si metteva a correre,
aveva un vortice tra i capelli
e non faceva facce da fotografo.

(P.Handke, Song of Childood)

Quando Up era Bambina non sapeva di essere bambina e per lei tutto aveva un’anima. Un’anima la casa, una il sasso, tante i fiori nel suo vaso, una la pioggia sulla faccia, una ma brutta lo spigolo aguzzo che le feriva il fianco, la voce sbagliata dell’uomo che le urlava contro. Credeva che tutto avesse un’anima buona da cercare sotto il tappeto anche se le dicevano di non dirlo in giro, che non stava bene.

Quando Up era Bambina aveva opinioni su tutto ma non se ne annoiava mai, sedeva con le gambe incrociate e correva senza equilibrio, così poi cadeva ma senza male, solo un poco di bruciore e salato.

Quando Up era Bambina si faceva sempre domande da Grande, si chiedeva perché era così e non cosà e cosa gli altri. Si chiedeva che ci faceva in un posto che era qui e non lì. Si chiedeva della vita, del sogno e dove smetteva uno e iniziasse l’altro, poi li intrecciava come cestini di vimini e si chiedeva se la gente poteva essere cattiva sul serio.

Quando Up era Bambina le persone gli sembravano belle, tutte, anche se qualcuno gli diceva di guardare meglio e di vedere la verità. Ma quando Up era bambina non aveva interesse a cosa fosse la verità, la verità erano le mani e il gusto delle cose messe in bocca, il suono di una canzone, il clik della luce quando la spengi. L’umido dei baci.

Quando Up era Bambina giocava solo con entusiasmo o non giocava affatto, una mela era cena, un colore arte e sentiva nostalgia in ogni posto del posto più lontano che poteva immaginare.

Quando Up era Bambina sentiva il dolce sulla punta della lingua e l’amaro in tutto il corpo, temeva il grigio che porta la pioggia e il buio sulle facce che porta la menzogna. Tremava quando le frasi cominciavano con un complimento e piangeva quando era sola. Si innamorava il pomeriggio e non amava più la notte.

Quando Up era Bambina si dimenticava di non esserlo più e continuava a far finta che la vita fosse un posto dove si poteva giocare con le mani e la lingua, non aveva paura di sbucciarsi le ginocchia e disegnava facce grandi come i suoi desideri. Finchè nel foglio non entravano più.

Poi si mise a studiare danese e la poesia finì.

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