Luglio 25, 2008...12:18 am

Gesù non amava la musica

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Metro B. Da Termini a Tiburtina Staz. Silenzio di voci, rimbombare metallico di treni su rotaie, iPod nelle orecchie proprie e altrui, suoni freddi nel caldo afoso che non riesce a fuggire, imprigionato dal vagone in ogni singolo corpo. Visi stanchi, sudati, canotte troppo poco scollate, odori da fiera, capelli ribelli. Ogni tanto una folata di vento, caldo. Ognuno pensa per se, nascosto dietro gli occhiali, il giornale, un espressione assente. E’ per tutti troppo tardi, il vagone troppo lento, le cose non funzionano. Entra un piccolo uomo, alto poco più che un bambino, la pelle scura, i capelli corti, la fisarmonica al collo. La fisarmonica è enorme, una larga bretella di pelle gliela tiene stretta, con le mani impugna i due lati, comincia a liberare le prime note. Un uomo si alza da diversi posti più in là e si avvicina al piccolo uomo, alto poco più che un bambino.

“Non suonare. Per favore non suonare” L’uomo ha i piedi nudi e pelosi in un vecchio paio di sandali. Le mani grandi,stempiato. Un piccolo zaino grigio gli pende sul davanti, ne esce una cartina della città. Gli occhi sono piccoli e scuri, i vestiti larghi e grigi, la voce acuta e lenta.

“Non suonare per favore” ripete.

“Perchè?! ” Chiede il piccolo.

“Perchè Gesù non suonava sui mezzi pubblici. Lo conosci Gesù?”"

“Io credo in Gesù” dice l’uomo. Comincia a suonare.

“Lo conosci sul serio Gesù?” insiste l’uomo grigio con l’uomo piccolo.

“So chi era”

“E perchè suoni? Lui non ci ha detto di suonare.Lui non ama che suoni.”

“Suono per vivere. Ho due bambini.”

“Ma Gesù ti ama, ama anche i tuoi bambini e non suonava la fisarmonica.”

“Forse. Ma io i bambini li ho e devono mangiare.Io ci mangio con questa”

“Tu lo sai che ovunque andrai la luce del signore veglierà su te? Ma tu devi aiutarla seguendo le sue regole.”

“E fallo sonà” interviene una donna, capelli corto, rosso, brutta tinta.

“NO, no…suonare va bene in certe occasioni. Ma non in questa, smetti di farlo. “

“Non, posso. Amo Gesù ma non posso”

“Ma lui ti ama di più”

“Bene.”

“Dovresti leggere qualcosa. Non sei una persona male.” L’uomo poi sorride e cerca qualcosa in una tasca dello zaino. Lascia sul palmo della mano del piccolo suonatore di fisarmonica alcune monete.

“Queste sono un regalo di Gesù che ti ama. ” dice l’uomo grigio all’uomo piccolo.

“Grazie Gesù” risponde l’uomo basso e si mette anche a cantare.

“Mi diresti tra quant’è per la stazione Tiburtina??” e intanto la metro rallenta.

“E’ questa” indica l’uomo. Con una mano si strofina la fronte sudata.

“Grazie, Alleluja, Che il Signore ti benedica.” dice l’uomo e scende.

Il piccolo uomo alto come un bambino, tira via da una tasca un bicchiere e fa il giro della metro. Due monete. Sorride e cambia vagone. Vada come vada. Almeno Gesù lo ama.

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