Agosto 8, 2008...9:45 pm

Vacanze Romane…che sono finite (last episode)

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Il sole a prenderlo ora le ucciderebbero, il mare le ucciderebbe a qualunque ora che sono sempre ad Ostia, poi un oasi si presenta davanti a loro. Una tettoia di paglia e canne secche. Non troppo vicina dal bar e della docce.

“Trovata casa!” dice la più alta.

“Benissimo” risponde la meno alta.

Ore 13.00. Il sole uccide. La tettoia salva la vita. Una coppia di siede poco lontano e comincia a litigare. Lei non vuole camminare oltre, fa caldo. Ha un voce di ragazzina ma avrà superato e non da poco i cinquanta, lui magro cerca di non agitare le acque. Poi se ne va a capo chino. Torna con qualcosa da bere finchè lei non se la sente di camminare ancora, li aspettano a pranzo.

Una piccola comunità cinese arriva da est della tettoia. Lunghi capelli lisci per le ragazze, corti per i ragazzi. Devono essere due famiglie, hanno i compiti bene definiti nell’apparecchiare per il pranzo, ognuno fa qualcosa, ogni tanto si scambiano una frase. Il più piccolo, un bambino grasso e nudo, viene messo di poco distante e gioca a nascondere due cucchiaini di plastica azzurra nella sabbia.

Una coppia di amiche biondissime e magrissime resta a ripararsi dal sole qualche minuto prima di correre alle docce.

I volti cinesi si abbronzano poco o non amano il sole. Sarebbe da fare una ricerca. Le donne sistemano, gli uomini si sdraiano a riposare, il bambino grasso e nudo che nasconde cucchiaini nella sabbia resta ancora un poco nella sabbia, seriamente impegnato nel suo gioco, poi il fratello più grande fingendo di aiutarlo lo picchia ed entrambi vengono richiamati a fare cerchio con il gruppo. I cucchiaini restano mezzi nella sabbia e mezzi no.

Due algerini arrivano sotto la tettoia, allungano asciugamani, fanno un piccolo muro intorno di vestiti, radio, calzini, scarpe e iniziano a parlare. Sembrano avere molto da dirsi. Ogni tanto alzano il tono, ma di poco. Solo perchè devono sottolineare qualcosa.

La ragazza più alta e la meno alta chiudono gli occhi.

Quando la più alta li apre si mette a parlare al telefono. Sorride. Le piace la conversazione, come sta andando, cosa promette. I cinesi non ci sono più. Solo qualche bottiglia vuota e due rimasti indietro al gruppo. Gli unici due uomini, addormentati pancia in su al centro esatto della tettoia. Il tavolino che hanno usato era un masso piatto. Un marocchino arriva  e si siede silenzioso a riposare. Non guarda niente, solo il mare davanti, ma distante.

La ragazza più alta chiude di nuovo gli occhi.

Gli algerini si accalorano parlando, si danno piccole pacche sulle schiena. Come due comari.

Correndo in fretta, coi piedi nuda sulla sabbia, arrivano cinque ragazzini. Si fermano ad un angolo della tettoia. Hanno la faccia, le mani, il colore, gli occhi da brasiliani ma l’accento li frega non poco. “Stai à vedè, ‘ndo se la potemo fa?” fa uno agli altri, occhi allegri che bruciano nonostante il caldo. ” Ma li mortacci…” dice un’altro e lancia un calcio al compagno, ride. I colori sgargianti dei costumi lasciano la scia nel caldo palpabile delle 14.30. Si fanno cenni, si nascondono, riappaiono, ridono meglio di prima. Fumano guardando il sole in faccia, che non hanno mica paura, loro.

Gli algerini sono ancora presi dalla loro conversazione. Uno ha la faccia più seria di prima.

Arriva un gruppo di rom, una decina di facce sovrappeso con buste di plastica, ombrelloni e un bimbo piccolo in culla. Si accampano sotto la tettoia. Sono quattro ragazzine tonde e altrettanti ragazzi, uno ha qualche anno di più e uno scorpione tatuato sul collo. Hanno il rumore nella voce e preparano il loro campo. I rotoli di carne di troppo della ragazze sono spavaldi come loro, quasi poetici, adagiati su costumi bianchi o gialli o a fiori.

Un venditore si avvicina e si siede ad un angolo della tettoia. La ragazza più ciarliera gli si siede accanto. Sorride male “Fa caldo, eh!” e poi ” le tieni le collane per me?” lui fa segno di no ma lei inizia ad aprire le sue cose. “Questa magari” dice scegliendone una, poi corre a farla vedere alle compagne.

I ragazzini brasiliani giocano alla lotta. Finito di  fumare  si  prendono in giro e inventano balletti. Poi scappano verso il mare urlando sempre per la sabbia bollente ” ma porc….”

Il gruppo di rom borbotta un poco, i ragazzi si prendono in giro, si scontrano, tornano a dividersi uomini e donne. Tranne quello con lo scorpione al collo che parla poco e con voce tumultuosa. Poi si allontanano verso il bar, meno una ragazzina che resta con il bambino che sta nella culla. Ma non si vede.

Intorno i resti del pranzo e il sole entra anche tra le canne della tettoia.

“Mi sembra un poco come quel film di tanti anni fa…come si chiamava…Casotto*, lo hai visto?” dice la ragazza più alta.

“No.” risponde la meno alta.

“Bhè, la scena era fissa in una cabina ad Ostia e cambiavano solo i personaggi che entravano, tutti un poco sfigati, chi più e chi meno. Potessi farlo un film sotto questa tettoia non sarebbe male.”

La ragazza meno alta dice che le piacerebbe ci fosse della musica.

La ragazza più alta si lamenta di una insolazione ai piedi presa il giorno prima.

Gli algerini accendono una vecchia piccola radiolina portatile, perfettamente funzionante.

“…quando un giorno di notte m’hai detto “non ti lascerò mai”

La ragazza meno alta si alza in piedi ” Vedi, volevo la musica!!”

Gli algerini fanno finta che non l’hanno fatto apposta e si allontanano in ciabatte di qualche passo.

La musica resta.

“E adesso siamo occhi negli occhi e non serve a niente parlare

ho la mappa di tutti i tuoi nei la potrei disegnare “

Canta la ragazza meno alta.

Un signore che è arrivato da poco e legge le notizie sportive, alza di poco la testa.

io ti cercherò negli occhi delle donne che nel mondo incontrerò e

dentro quegli sguardi mi ricorderò di noi chissà se si chiamava amore

La ragazza meno alta non canta più. Ognuno per due secondi fa un pensiero scemo su sta cosa che si chiama amore o in qualche altro modo che non importa. Per due secondi esatti sono tutti in silenzio,la ragazza meno alta, quella più alta, il signore che legge il giornale, gli algerini in ciabatte, le ragazza con la collana nuova e il ragazzo che vende le collane.

Perchè alla fine fossero di più quei secondi spesi a fare i romantici non sarebbe mica male. Specie con questo caldo.

* “Casotto” è un film italiano del 1977 di Sergio Citti. Interpreti : Ugo Tognazzi, Jodie Foster, Paolo Stoppa, Michele Placido, Catherine Deneuve, Mariangela Melato, Gigi Proietti……

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