..e fuori piove anche
che giornata di merda
(D.S.)
Ho messo le calze di lana. In valigia, tornando, avevo incastrato delle canotte. Ora a vederlo intonse mi commuovo. E’ bello essere ottimisti contro ogni logica. Allora mi dico che oggi ci provo a fare che va tutto bene per tutto il giorno. Inizio non preoccupandomi del lavoro da trovare e dell’imbarazzante voglia di qualcuno che al mattino mi venga a tirare giù dal letto con un qualcosa di simile ad una colazione. Che poi dal mio letto non posso esser tirata giù, è a terra, al massimo mi lancio su. Ottimisticamente leggo il giornale e cambio pagina in fretta, non è cosa. Guardo il grigio del cielo e mi dico che magari è meglio, non si stancano gli occhi e non rischio quel sudore che uno non sa che farci. Butto un paio di pantaloni che sono un pò bruttini. Non penso a viaggi, destinazioni, malesseri e denari. Non me ne frega niente del prossimo presidente degli Stati Uniti, delle scuse di Alemanno, dei vestiti low cost che inquinano l’ambiente. Non ho più che una scatola di lenticchie per pranzo. Bene. Mangerò una scatola di lenticchie. Ma l’Ottimismo nella mia mente si trasforma in una subdola forma di tenero ebetismo e seppure tentata dai colori tenui che mi coccolano in questa nuova versione, mi si inceppa il meccanismo e mi parte una santa sequela di imprecazioni generalizzate. L’errore, ne sono quasi certa, è stato leggere il giornale.
