Non mi manca niente.
Non ho niente.
(Tarm)
Sono riuscita a non fare nulla tutto il giorno. A vedere che passava il sole e veniva il freddo senza cambiare di espressione. Al risveglio ho guardato l’orologio. Era passata metà della giornata solo mentre io dormivo. Un vago torpore e un sorriso scemo, che non è mio, che sulla faccia c’è finito per caso. Oggi è un giorno che è domenica e io sono a fare i conti con questo senso di meraviglia e fastidio che ho del mondo, come però una consuetudine, non più una sorpresa. Le facce mi piacciono, quelle che ho visto in questi giorni, cariche di storie e con un buon profumo. Mi piacciono le mani che sanno aprirsi per regalare qualcosa e solo per regalare qualcosa si aprono, non per chiedere in cambio. Non ho un vestito che non abbia un buco di una qualche natura eppure ancora non riesco a vergognarmene. Ancora parlo con le piante e ci sono dei momenti che mi sento ricca per la bellezza del volto degli altri. La pigrizia dei discorsi mi avvolge a fine serata, intorno ad un tavolo ognuno mangia la sua pizza morbidamente, senza bisogno di dire qualcosa. Poi la vitalità esplode nella variopinta arte del piccolo gossip sull’altrui pelle. Un modo come un altro per ritrovarsi insieme e per dimenticare che magari la vita propria è meno attraente e nulla di grandioso vi succede. O così sembra. Che belle che sono le ragazze e quanto grandi sono spesso le ombre che proiettano sui muri alle loro spalle. Mi accoccolo a qualche pensiero doloroso prima del sonno. In fondo, solo penso troppo, mangio troppo, bevo troppo. E domani è di nuovo lunedì!!
