Settembre 25, 2008...3:00 pm

Dracula non era danese. La Babele del sangue mi fa paura.

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A me era venuto di fare finalmente la buona azione che aspettavo da anni. Quella che da quando ero piccola….tutto, ma questo no!!! Quella che “Paura!! Nooooo!” e che non c’era verso. Solo che ora sono grande, non ho più paura di tante cose e di tante ne ho ancora ma so fare finta che non sia così.  Quindi, ero pronta alla grande azione. Avrei donato il sangue. E non ci sarebbero stati santi. Invece è bastato un semplice impiegato a far crollare il mio buon proposito. Altro che santi.  Così andarono i fatti. Trovato il posto giusto mi sono informata sulla trafila da seguire via internet. Dopo aver espletato le prime necessità del caso compilando moduli, andando un poco a caso trattandosi di roba in danese, dopo aver preso fiato e risposto ” sì ” a tutte le domande, ecco che arriva la mail della svolta ” Thank you for your mail. I’m sorry, but if you don’t understand danish then you can’t donate blood ” ipse dixit. Io ho letto due volte, alla terza è diventato tutto reale. Il mio sangue non serve in Danimarca se non parla danese. Ne convengo. Immagino che se all’interno dell’apparato circolatorio di un danese, una  vittima d’incidente o in difficoltà sotto i ferri, si trovassero fianco a fianco un povero sangue illetterato e uno che parla un fluente danese, si potrebbe verificare una vera e propria diatriba, una specie di rivolta sociale. La Babele del sangue renderebbe vano l’aiuto. Solo che potevo sempre aiutare, in caso di necessità, degli analfadanesi come me. Io non mi offendevo. Mi viene in mente chi cantava che siamo tutti Libri di Sangue. Forse non sapeva che seppure dovessimo esserlo, saremmo messi tutti in scaffali ben separati. Io da due giorni guardo la gente per strada con vago timore.

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